La terra della parola libera, ispirata e sacra a se stessa

Se c'è qualcosa che ho imparato, è che non si finisce mai di riniziare. Per proseguire devi ricominciare spesso, con costanza ed energia.
Un rinizio non è mai un ritorno indietro. Per quanto simili possano sembrare le architetture del nuovo quartiere rispetto al vecchio, qui la finestra da cui cercherai lo stesso mare ti offrirà un punto di vista diverso, sconosciuto e, se hai fortuna, rivoluzionario.
Se rinizi, quindi, sei già avanti. Vuol dire che hai già aperto tante altre tende, e che magari, fra alcune di esse, il mare lo hai anche scorto. E forse, incrociando le varie prospettive che conosci già, ti sei anche già fatta un'idea di quanto vasto e splendido possa essere. Di quanto tu abbia bisogno di trovartelo davanti, per ammirarlo, o addirittura di averlo a portata di mano, per bagnarti i piedi finché non sarai pronta a tuffartici.
Quando rinizi, allora, vuol dire che hai qualcosa da aggiungere, o meglio, da raggiungere.

Ritengo che la curiosità sia sempre stato uno dei miei pregi (oltre che difetti) essenziali. Come la Clarisse di Bradbury, mi sospinge una "fame gentile", "un'instancabile curiosità" verso il mondo fuori e dentro di me.
In quest'inesauribile ricerca, la parola scritta è stata fin da subito la mia alleata. Il mio mezzo e il mio scopo. La mia salvezza.
Fin da che ho memoria, ho sentito l'urgenza di interpretare i ghirigori di inchiostro sulla carta candida quanto ruvida, i caratteri fluttuanti su schermi di luce. E poi eccolo, lo stupore di fronte alla scoperta che quei messaggi potessero perfino contenere interi universi.
Fin da che sento, ho generato, scoperto e custodito mondi dentro di me, e la parola scritta mi è venuta incontro molto presto permettendomi di portarli fuori, dar loro forma, evolverli, condividerli e ricordarli.
Per quasi tre anni, da quando ne avevo appena diciotto, ho trovato una casa fra le pagine intangibili ma ospitali di un blog (più di  uno in realtà). Ho raccolto il coraggio di parlare in silenzio ma ad alta voce scrivendo sull'etere. Ho imparato ad accordare la mia voce con quella degli altri, ma anche a scegliere e perfino creare forme e sfumature mie.
Col tempo però, la mia fame di mondo è diventata sempre meno facile da saziare, sempre più esigente e... letterale. Così, studiando lingue e letterature straniere, gli aeroplani di carta sui quali volavo lontano hanno acquistato pian piano consistenza, divenendo d'alluminio, acciaio, titanio.
Negli ultimi quattro anni ho vissuto, studiato e lavorato in cinque diverse città del mondo, e ne ho visitate molte di più. Ho cercato il mare sbirciando fra le torri di antichi castelli, attraversando valli ventose e profumate campagne, candidi inferni e paradisi piovosi, antiche città costruite su pietre mistiche, o nate da appena un sospiro. Ho scorto l'oceano nel sorriso di uno straniero che poco aveva di estraneo, nella stretta di un amico che aveva attraversato il mondo, nella parola di due anziane pellegrine, nell'abbraccio di due nuovi genitori, nella penna di fratelli d'altri continenti, nella mano di chi mi ha offerto avventure inimmaginabili e nello sguardo meravigliato di chi mi ha rivelato che anche i miei universi meritavano di essere esplorati.
E dopo tutto questo tempo passato ad osservare, toccare, sentire, provare, l'urgenza della parola scritta si è rifatta impellente. Non solo per raccontare, quindi, ma anche per scoprire.
Allora mi fermo un attimo. E scrivo, e leggo, qui a Liboria.

Liboria è la terra della parola libera e ispirata. Sacra a se stessa, a chi la scrive e a chi la legge, a chi la pronuncia nel silenzio solitario della propria stanza in una notte d'autunno, a chi la suggerisce entusiasta a un amico più o meno lontano.
Liboria, forse dal nome di una bisnonna sconosciuta, riscoperta e immaginata, o forse da un raro nome importato dai cari normanni nella mia Sicilia, è una città fondata sui valori della curiosità e dell'immaginazione, della ricerca e della riflessione, del viaggio e dello scambio. Qui, come nell'Eufemia calviniana, potremo barattare racconti e memorie. Cercheremo e troveremo il mare insieme, se vi andrà.
Liboria è un progetto, sempre in fieri. Questo è solo il primo di una lunga serie di rinizi.


Giav

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